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Cultura di Ubaid – Wikipedia

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In quest’epoca, nella valle compresa fra il Tigri e l’Eufrate, vive in modesti villaggi la gente di ‘Obeid, immigrata dal Nord e stabilitasi lungo il delta nel quale confluivano allora i due fiumi. Gli agricoltori praticano già un rudimentale sistema di calcolo per mezzo di gettoni-contrassegno: piccoli manufatti di argilla, modellati in varie forme geometriche o naturalistiche: coni, sfere, dischi, cilindri, triangoli, recipienti, animali, ma anche linee o punti incisi. Ogni forma (coni, sfere, cilindri) ha un significato particolare: un cono simbolizza una piccola misura di grano, una sfera sta per una misura grande, un cilindro per un animale. Questo sistema rappresenta il primo codice, o sistema di segni, usato per trasmettere informazioni.
Ma il rapido sviluppo economico e demografico richiede un sistema di contabilità più agile: la tavoletta di argilla. Un individuo che vuole registrare quanti buoi ha acquistato, disegna su una tavoletta di argilla fresca una testa di bue con accanto tanti cerchi quanti sono gli animali acquistati: il contrassegno con il numero viene legato agli oggetti contati. Ma pur essendo acquisita la nozione di numero, si conta ancora in modo concreto.
Nel contempo nella pittura delle ceramiche il motivo naturalistico va sempre più stilizzandosi; figure umane e animali sono simboli di fecondità, ma anche funzioni di quel recipiente. I fregi e le composizioni geometriche, di grande bellezza, sono espressione di un rituale mitico, una sorta di linguaggio cultuale cifrato di cui ancora oggi non possediamo la chiave. (timeline sapere.it, letteratura, 2014)