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Gilgameš – Wikipedia

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Nelle città-stato sumere fioriscono le scuole di scrittura, nelle quali gli scribi, funzionari del tempio, trasmettono la loro professione. Sono state ritrovate migliaia di tavolette di argilla su cui sono riportate, da entrambi i lati, le esercitazioni degli allievi. Grazie all’attività di queste scuole, la scrittura cuneiforme, elaborata nella sua forma più flessibile, comincia a essere impiegata per la stesura di opere letterarie.

Risalgono a quest’epoca le prime liste reali con le quali inizia a delinearsi la storia, quando mito e realtà cominciano a distinguersi. La più antica lista reale, in caratteri cuneiformi, contiene i nomi dei mitici re anteriori al Diluvio i cui regni sono indicati in periodi varianti dai venti ai quarantamila anni, una sorta di vita eterna. Ma a Dumuzi, primo re della dinastia di Ur, segue Gilgamesh che regna centoventisei anni. Proprio queste cifre cominciano a esprimere il concetto di durata, il senso del tempo e della cronologia, fondato sull’invenzione della scrittura e la pratica dei numeri. Gilgamesh, molto prima di rivelarsi archeologicamente come sovrano di Uruk verso il 2800, è il mitico protagonista del più antico poema epico. Le stesure dell’Epopea di Gilgamesh copriranno l’arco di un intero millennio.